Leonora, la principessa vampiro

Dracula è il leggendario e aristocratico vampiro che assale le vittime nel cuore della notte. E’ soltanto l’inquietante figura nata dalla morbosa creatività di uno scrittore? Un ritrovamento effettuato nel centro Europa aggiunge qualche tassello alla storia di Dracula. Documentazioni storiche inoppugnabili indicano un genere di vampiro assai diverso da quello che tutto il mondo conosce: un vampiro che non è affatto un conte, e che non viene dalla Transilvania; un vampiro che non è nemmeno di sesso maschile.

Dracula è sicuramente il più noto tra i vampiri: egli è il personaggio principale del romanzo omonimo di Bram Stoker. Dracula è divenuto il vampiro per antonomasia, ma il romanzo che da lui prende il nome è chiaramente basato su fonti storiche e della tradizione. Tuttavia, in un unico decisivo dettaglio, Bram Stoker si allontana dalle fonti storiche. Il suo vampiro è un conte, un nobile che vive in un castello. Il romanzo di Stoker inizia con un’annotazione – Partito da Monaco alle 8.30 del 1 maggio – ma inizialmente Stoker intendeva iniziare il suo romanzo con lo spettacolare attacco di un vampiro che avrebbe avuto luogo la notte precedente. L’attacco sarebbe dovuto iniziare dalla tomba di una principessa austriaca. Quando l’eroe Jonathan Harker si avvicina, dalla tomba si erge una donna vampiro. Harker perde i sensi. Quando torna in sé, sul suo torace è seduto un lupo, che tiene in caldo il suo sangue per il vampiro. Stoker cita una iscrizione posta dietro alla tomba della principessa: “La morte viaggia veloce”. E’ il verso di una vecchia ballata tedesca del XVIII secolo, dove si ritiene sia contenuta una delle prime allusioni ai non morti. La ballata, composta da Gottfried August Buerge, si intitola Lenora. Lenora è una sposa che maledice il Cielo perché ha perso il marito in guerra. Alla fine egli ritorna, ma come non morto: “Noi non cavalcheremo fino a mezzanotte, invoco dalla lontana Boemia. Sono partito assai dopo che il sole era sorto, e vorrei portarti con me”. Questi indizi ci conducono in Boemia, dove furono scoperti gli scheletri di vampiri. C’è qualcosa che dimostri che ci sia stato anche un vampiro di sangue blu?

Ancora oggi la storica cittadina sulle rive della Moldava è perfettamente integra. Sugli edifici del centro domina uno dei più grandi e spettacolari palazzi dell’Europa centrale, un complesso che era un tempo il centro amministrativo dell’intera regione. Un altopiano pieno di boschi e spazzato dal vento. E’ qui che comincia la ricerca.

Originariamente Stoker ambienta il primo capitolo di Dracula su un ventoso altipiano. In questo capitolo si narra di lupi e di un vampiro nella tomba di una principessa austriaca. Ci fornisce anche un indizio sul nome della principessa: Lenora. Gli scheletri di vampiro rinvenuti a Cesky Krumlov risalgono all’inizio del XVIII secolo. Secondo la tradizione, i vampiri più pericolosi erano membri dell’aristocrazia. Esiste un legame tra i tre scheletri di presunti vampiri, i riferimenti presenti nel romanzo di Stoker, e gli eventi nel castello di Krumlov? La ricerca inizia nell’archivio del castello.

Nei sotterranei del castello si estendono circa 10 km di scaffali, carichi di un’infinità di documenti che attendono di essere esaminati dagli studiosi. L’unicità di questo archivio consiste nel fatto che qui sono meticolosamente documentati quasi tutti gli eventi accaduti nei secoli, una vera miniera di segreti. Qui ci si imbatte in una strana coincidenza: un nome molto simile a Lenora. Eleonore Amalie. Una principessa austriaca di nome Eleonore visse in quel castello al tempo della caccia ai vampiri. La principessa Eleonore Amalie von Schwarzenberg era fra gli aristocratici più in vista. Originaria di Baden, vicino Vienna, la principessa aveva sposato il principe Adam Schwarzenberg nel 1701. La real coppia aveva fatto ampliare e rimodernare in stile barocco il castello. La loro vita era costellata da ricevimenti di gala e feste sfarzose. Ma il destino avrebbe riservato ad Eleonore diversi e drammatici cambiamenti.

Eleonore aveva una vera passione per la caccia; nella campagna boema era solita organizzare vaste battute per intrattenere gli ospiti. In tali occasioni la piccola nobiltà sparava praticamente a qualsiasi cosa si muovesse. Un unico animale grandemente temuto all’epoca era off limits per Eleonore: il lupo. Ella aveva bisogno dei lupi vivi per una terapia alquanto inusuale: i lupi dovevano aiutarla a mettere al mondo un figlio ed erede. Per anni Eleonore aveva cercato di rimanere incinta senza successo. Era ricorsa perciò ad un metodo che si tramandava dai tempi antichi: bere latte di lupa che si credeva incrementasse la fertilità. La principessa aveva fatto installare nel palazzo delle gabbie in cui venivano allevati i lupi catturati durante le battute di caccia. Le femmine venivano munte, operazione non priva di rischi. Quando alle lupe veniva tolto il latte, i loro cupi ululati si udivano per l’intera città. E questa era solamente una delle innumerevoli e strane pratiche che il popolo attribuiva ad Eleonore. Sotto la supervisione dei medici di corte, giorno dopo giorno, Eleonore si sottoponeva allo stesso rituale: la donna bevve latte di lupa per anni, tale era il desiderio di un erede maschio. Alla fine i suoi sforzi vennero premiati: incredibilmente per l’epoca, nel 1722, all’età di 41 anni, la principessa mise al mondo un figlio maschio. A quei tempi un tale evento era considerato un miracolo della scienza o una stregoneria. Dieci anni dopo la nascita del figlio, la vita di Eleonore subì una svolta drammatica. Nel 1732, nello stesso anno in cui la parola vampiro entrava nella lingua tedesca, suo marito rimase ucciso durante una battuta di caccia vicino Praga. In conseguenza di ciò, il figlio le venne tolto per essere allevato presso l’imperatore a Vienna.

Eleonore era sicuramente molto superstiziosa. Con il trascorrere degli anni, la sua ossessione per l’occulto aumentava. Ma come mai una principessa boema, per quanto strana, ad un certo punto inizia ad essere considerata un vampiro? Al castello di Krumlov è conservato un antico rotolo di carta considerato magico. Il rotolo contiene simboli e incantesimi per tenere lontani gli spiriti maligni. Tali simboli venivano riprodotti ed esposti in tutti i luoghi per i quali si desiderava una speciale protezione. Spesso questo rituale era associato a particolari trattamenti medici. Eleonore ebbe un rapido declino fisico durante gli anni trascorsi in solitudine nel castello. Per lenire i suoi disturbi, riceveva costanti visite di dottori, tra i quali vi erano i più eminenti uomini di scienza del tempo. Ma al tempo di Eleonore, gli standard medici non erano molto elevati. I medici di Vienna e di Praga che avevano in cura Eleonore, le prescrivevano numerosi e strani medicamenti, come dimostrano le dettagliate annotazioni dell’archivio del palazzo. La salute di Eleonore peggiorava drammaticamente, e la sua sorte era già segnata quando decise di trasferirsi da Krumlov a Vienna, dove sperava di ricevere cure più adeguate. Il difficile viaggio fu l’ultimo disperato tentativo di salvarle la vita, ma Eleonore aveva ormai i giorni contati.

Nella primavera del 1741 la principessa giaceva sul suo letto di morte. I medici di corte erano disorientati; negli archivi non compare infatti alcuna diagnosi dei suoi disturbi. Per quale motivo nessuno voleva pronunciarsi? I medici ipotizzavano forse una causa completamente diversa. Il 5 maggio 1741 alle 6 del mattino Eleonore moriva nel palazzo Schwarzenberg di Vienna. Subito dopo il decesso venne effettuata l’autopsia. Negli archivi del castello si trova il referto originale del suo esame autoptico: “Oggi, 5 maggio 1741, alle 3 pm, il corpo della principessa è stato aperto, e in questa circostanza è stato rilevato che l’intero corpo, inclusi i quattro arti, appariva estremamente emaciato. Nella regione pelvica, è stata trovata la summenzionata massa della grandezza di un cuore di bambino”. Ciò che manca nel referto è la causa del decesso. Tuttavia da questa descrizione possiamo trarre conclusioni assai precise sulla morte della principessa. La donna aveva sviluppato un tumore nella regione pelvica inferiore di sinistra, e aveva prodotto delle metastasi al livello della pleura e del plesso solare.

Ma se nel referto non è riportata la causa del decesso, qual era il vero scopo dell’autopsia? Possiamo ipotizzare che uno dei medici della principessa, contagiato dal clima di caccia al vampiro che dilagava nel paese, abbia creduto che la sua paziente avesse contratto una qualche forma di vampirismo. Se i suoi medici ritenevano che Eleonore stesse trasformandosi in un vampiro, la misteriosa autopsia effettuata dopo il decesso potrebbe non essere stata affatto un autopsia, ma un intervento, un rituale messo in atto per impedire alla donna di tornare in vita come vampiro. Se tale era l’allarme fra i medici, è facile immaginare lo stato d’animo degli abitanti di Cesky Krumlov nei mesi che precedettero la morte di Eleonore. Se un membro dell’aristocrazia era stato colpito da vampirismo, ciò stava a indicare la presenza di un altro vampiro nelle vicinanze, talmente potente da contagiare persino la principessa. Il castello era controllato a vista. Vennero istituiti servizi di guardia per sorvegliare il palazzo 24 ore al giorno. Tutta la regione era attraversata da un senso di impotenza e di autentico terrore, che determinarono una vera e propria isteria collettiva. In tutto il Paese ardevano i roghi con i corpi di presunti vampiri.

Anche i suoi funerali a Krumlov furono assai diversi da quelli solitamente riservati all’alta aristocrazia. Ovunque nel Paese vennero celebrate centinaia di messe per l’anima di Eleonore; il suo corpo fu esposto nella cappella di San Giorgio, all’interno del castello. Ma non un solo membro della nobiltà o dell’alto clero partecipò al suo funerale. La panca di famiglia rimase vuota. Era riservata al figlio di Eleonore, il quale però non si presentò. Il vero funerale invece ebbe luogo il 10 maggio nella chiesa di San Vito a Krumlov. Eleonore venne sepolta di notte: alle 8 di sera il corteo funebre si mosse dal castello diretto verso la chiesa. Era formato dalla gente di Krumlov e da numerosi monaci e suore con in mano candele e fiaccole. Nel suo testamento Eleonore espresse la volontà che i poveri di Krumlov partecipassero al suo funerale. I documenti storici ci dicono che Eleonore von Schwarzenberg riposa nella cappella laterale della chiesa di San Vito, tuttavia non ci sono tracce della sua tomba. Sul pavimento sotto al tappeto, che non è stato sollevato da decenni, appare una pietra tombale: sotto il teschio e le ossa incise, si legge la data della sua morte, 5 maggio 1741. La pietra tombale è priva di qualsiasi riferimento al suo titolo nobiliare e al nome della sua famiglia, come pure allo stemma araldico; solo una misteriosa iscrizione: “povera peccatrice”. Dopo la sua morte nel 1741 il suo nome si perde nella storia, ma la sua tomba potrebbe rivelare una sorpresa. Essa costituisce le spoglie di un’aristocratica o di un vampiro? Il georadar utilizzato per questo studio rivela subito un’anomalia: una strana protuberanza a una decina di centimetri al di sotto della pietra tombale, sopra il punto in cui dovrebbe trovarsi la bara. Si direbbe che una struttura solida ricopra la bara. Gli scienziati hanno ottenuto l’autorizzazione per rimuovere la pietra tombale e scavare. Appena gli scienziati sollevano la pietra immediatamente qualcosa attira la loro attenzione: frammenti di ossa umane. La tomba di Eleonore era stata ricoperta da terra proveniente dal cimitero, terra sacra, benedetta. A questo punto gli scienziati si rendono conto che sotto al suolo c’è un’armatura di cemento; ne perforano la parete, e si preparano a calare nella tomba una telecamera. L’indagine rivela che i sudditi di Eleonore non avevano voluto correre rischi. La sua bara era stata murata, sepolta sotto un terreno santificato, e sigillata con una massiccia pietra tombale. Volevano essere certi che Eleonore non sarebbe mai fuggita. Negli anni successivi alla morte di Eleonore, l’imperatrice Maria Teresa decretò che tutte le misure contro i vampiri, decapitazione, impalatura, roghi di cadaveri, dovessero cessare immediatamente. Le storie di vampiri si trasferirono dal mondo reale a quello della fantasia.

Rainer Koeppl, Scienze della comunicazione.  

Salva

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...