Jolly Roger. Il simbolismo dei pirati.

Il Jolly Roger veicolava un messaggio, una minaccia di morte destinata alle navi preda. E la clessidra, uno dei simboli più potenti e originariamente presente nella bandiera, significava sia “il vostro tempo sta finendo”, sia “avete poco tempo per arrendervi”. Metteva dunque alle strette, e insieme incuteva il timore reverenziale che si prova di fronte al simbolo del Tempo che scorre ineluttabile, senza la possibilità di una ciclicità suggerita per esempio da un orologio. Ma la clessidra, e tutto il resto dell’iconografia piratesca, hanno in verità anche un significato meno “operativo” e più profondo, nel delineare l’essenza stessa dell’essere pirata. Quando ti imbarchi su una nave pirata, accetti una condanna a morte. Sai che il tuo tempo è poco, il tempo di una clessidra, e che navigherai con la compagnia costante della Morte al tuo fianco. “Nel servizio onesto si mangia male, si è mal pagati, si lavora duro; in questo, ricchezza e abbondanza, piacere e divertimento, libertà e potere. E chi non farebbe pendere il piatto della bilancia da questa parte, quando tutto il rischio che si corre, nel peggiore dei casi, è uno o due sguardi di traverso quando si è impiccati? No, vita breve ma allegra sarà il mio motto”, parole di un pirata, Roberts. E la prima bandiera usata è significativa: lui e la Morte, l’uno a fianco dell’altro, condividono in una mano la stretta sulla clessidra. Pare quasi che stiano brindando dallo stesso bicchiere, che è la clessidra. I pirati brindavano alla Morte, di fronte a essa cantavano, ridevano e ballavano.

E poi c’era il Diavolo, altra figura di cui ridevano, e in cui si riconoscevano. Simbolo ancestrale della vita istintuale e libera, del rigetto delle regole imposte, e del rinnegato – il Diavolo è in effetti l’archetipo del rinnegato. E i pirati erano, per larga parte, rinnegati dei propri popoli, o schiavi liberati, o comunque persone che avevano voluto autoescludersi dalla vita civile. Erano diavoli dei mari, lo sapevano, lo accettavano e non temevano l’Inferno perché avevano scelto una vita terrena piena. Il Diavolo, come la Morte – e spesso le due figure archetipo confluivano in un diavolo scheletrico – era anche lui loro compagno di bordo, per il tempo concesso dalla clessidra.

Di Daniele Bonfanti.

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