Classico, anzi, Rinascimentale – lezioni di stile

Leonardo da Vinci (1452–1519), Michelangelo (1475–1564), and Raphael (1483–1520)..pngIl termine “Rinascimento” è un concetto storiografico relativamente moderno applicato organicamente alla storia della civiltà durante il secolo XV. Usato per la prima volta da Giorgio Vasari (1511-1574), fu approfondito modernamente da Jacob Burckhardt il quale notò come in Italia, prima che in altre nazioni europee, si erano acquistate fin dall’inizio del Quattrocento una conoscenza e una coscienza più perfette dell’uomo e dell’umanità in generale. Il fenomeno era scaturito dalla definizione del concetto logico e astratto dell’umanità e separava – a suo parere – con una profonda frattura la Nuova Era dal Medioevo. Valori fondanti della nuova civiltà erano la libertà e la creatività individuale da estendersi all’arte, alla politica, alla morale e alla scienza. Questa visione storiografica è stata in seguito arricchita e anche in parte modificata: oggi, per esempio, siamo perfettamente coscienti del fatto che non ci fu una frattura improvvisa tra Medioevo e Rinascimento. Sul Rinascimento nel corso del tempo è stata eretta una monumentale mitografia storica e artistica i cui effetti sono ancora oggi presenti – nel bene e nel male – nell’esaltazione di figure come Leonardo, Raffaello e Michelangelo.

Corte rinascimentale italiana.gifNell’opinione storica corrente il Rinascimento fu il tempo delle grandi corti italiane, quella di Firenze con Lorenzo il Magnifico, quella milanese con gli Sforza, quella papale con la successione di personaggi come Pio II Piccolomini, Alessandro VI Borgia, Giulio II, Leone X, e di una miriade di piccole signorie splendide d’arte come quella dei Montefeltro a Urbino, o dei Malatesta a Rimini, dei da Varano a Camerino, degli Estensi a Ferrara, dei Marchesi di Saluzzo, dei Savoia e degli Acaia fra Piemonte e Francia. Anche i confini cronologici e geografici del Rinascimento sono stati oggetto di numerose discussioni. In generale, si può parlare di Rinascimento per i secoli XV e XVI, anche se molte sono le sfumature.

L’arte glorifica il potere.

H. Prugger, La Casa del Rinascimento (da Album di disegni, 1914 ca.)..jpgTra i concetti nuovi del Rinascimento vi è anche quello di ricchezza e successo come segni di virtù e abilità: l’arte diviene pertanto glorificazione della prosperità e del potere delle dinastie signorili. Nel campo dell’arredamento il Rinascimento e il suo successivo sviluppo, l’epoca manierista, videro l’affermarsi di concetti completamente innovativi. La casa diventa infatti residenza e i mobili, non più generici e semplici modelli, si trasformano in elementi fondamentali su cui si sviluppa una residenza signorile. Assumono forme maestose, con proporzioni classiche e diventano costruzioni di raffinata sapienza e di gusto architettonico preciso. La magnificenza dei mobili rinascimentali italiani suscitò in tutta Europa ammirazione profonda: i nostri migliori artigiani furono ricercati da tutte le corti del tempo e le forme e i decori imitati largamente anche nel Nord del continente. L’amore del bello e la ricerca stilistica trasformarono disegno e decorazione delle tipologie più tradizionali, come i letti, i cassoni e gli armadi che si arricchirono di colonne, sculture, basamenti, preziosi e finissimi intarsi. I soggetti dei decori più amati venivano ripresi sia dalla storia sia dalla mitologia classica, tornata in auge con tutta la cultura greco-romana. Esistono in Italia ancora molte testimonianze dello stile di vita rinascimentale e molte altre sono ricostruibili tramite i dipinti: ricordiamo fra gli esempi preclari Palazzo Vecchio a Firenze, Palazzo Ducale a Venezia e molti ambienti del Vaticano, ma anche incantevoli centri minori come Saluzzo con la sua “Casa Cavassa” arredata e dipinta nel Cinquecento, Urbino con il suo castello ducale di vertiginosa bellezza, il Collegio del Cambio di Perugia, la palazzina di Marfisa d’Este a Ferrara.

D'oro rinascimentale modello soffitto in Palazzo Vecchio a Firenze (Firenze), Italia.jpg

Salone del Gran Consiglio - Palazzo Ducale a Venezia.jpg

cappella-sistina-linterno-della-cappella-c3a8-composto-da-una-singola-navata-con-una-volta-a-botte-ribassata-con-pennacchi-e-una-lunetta-sopra-ognuna-delle-venti-finestre1.jpg

Collegio del Cambio - Perugia - Frescoes by Il Perugino.jpg

I mobili che arredano queste e altre residenze e musei sono frutto di un preciso concetto rinascimentale di interdipendenza fra tutte le arti e si possono identificare con alcune categorie fondamentali.

Il cassone.

Il mobile in assoluto più diffuso in tutta Italia è il cassone dalle forme molteplici che poteva divenire arca, cofano, forziere. E’ un mobile già presente – in forme essenziali e spesso assai semplici – in epoca medioevale che scomparirà progressivamente nel Seicento ma che durante la Rinascenza divenne un arredo di grande prestigio e decorazione. I cassoni prendono spesso l’aspetto del sarcofago antico monumentale con basamento retto da zampe di leone e corpo centrale che può essere a rilievo o dipinto. Molte le varianti regionali. I cassoni più belli sono certamente quelli fiorentini di cui molti musei del mondo possiedono esemplari.

Giovanni Toscani, Chest with Tournament on Piazza San Giovanni, Florence, Museo Nazionale del Bargello, 1420.png

Fra tutti ricordiamo – come esempio – il fiabesco cassone nuziale in pastiglia dorata con la processione di San Giovanni, nel Museo del Bargello a Firenze, e quello, dello stesso museo ma di fattura romana e di epoca più tarda, con eccezionali sculture di arpie e sirene che si susseguono sulla calda superficie lignea trattata come se fosse un raro marmo antico. Fra gli esemplari nord-italiani vogliamo ricordare l’austero ma storicamente assai significativo cassone del Museo Civico di Torino, datato verso il 1474, con la fronte ornata da motti sacri e dagli stemmi dei Savoia e dei Piossasco. Dalla contaminazione fra i cassoni e la panca da muro deriva la cassapanca, mobile assai elegante e pratico usato dalla metà del Quattrocento, antenato del più comodo sofà; uno degli esemplari più significativi del genere è la splendida cassapanca fiorentina del Cinquecento del Metropolitan Museum di New York, di evidente influsso michelangiolesco nella definizione delle due figure femminili che lo adornano.

Il letto.

Alcove by Federico da Montafeltro, ca 1459, by Fra Carnevale, painted wooden furniture, Duke's bedroom, Jole's apartment, Ducal Palace, Urbino, UNESCO World Heritage List, 1998, XV century..jpg

Altrettanto significativi i letti, che in epoca quattrocentesca erano nascosti con cortine o in alcove e inseriti in ambienti polifunzionali. Nel corso del Cinquecento perdono la pedana, la lettiera assume maggior valore decorativo mentre il baldacchino è sostenuto da massicce colonne scolpite. L’alcova del duca Federico di Montefeltro a Urbino, in legno dipinto e dorato, decorata da Bartolomeo di Giovanni Corradini, noto come Fra’ Carnevale, è certo uno degli esemplari in assoluto più splendidi di tale genere.

“Alla Savonarola”.

Toscana, sedia savonarola, 1550-1600 caUn mobile assai popolare anche nell’immaginario neorinascimentale del Romanticismo su cui sedevano Papi solenni e letterati pensosi è la seggiola detta alla “Savonarola”. Si tratta di una sedia pieghevole costruita con listelli di legno sagomati a “S”, uniti da braccioli in alto e in basso con pieid a corrente. Il suo nome deriva probabilmente dall’esemplare conservato nella cella del famoso monaco del convento di San Marco a Firenze. La sedia era solitamente fornita di cuscini che la rendevano più confortevole: i modelli forse più significativi si trovano al Museo del Bargello di Firenze. In realtà, però, ve ne sono in buona parte dei musei italiani: segnaliamo una variante pieghevole di origine altoatesina molto decorativa oggi al Museo Civico di Torino, con intagli che rappresentano un gaio corteggio di dame e cavalieri e una sedia, forse proveniente dalla Valle d’Aosta, così moderna e pratica da parere progettata sul finire del XIX secolo da Charles Rennie Mackintosh.

I tavoli.

Fra i molti mobili che subiscono una progressiva evoluzione dobbiamo segnalare i tavoli che all’inizio del Quattrocento erano semplici e pesanti assi di legno massello su sostegni trasportabili; a questi tavoli – i “fratini” desiderati e molto pregiati da un certo gusto antiquario e d’arredo del primo Novecento – si affiancano presto più decorativi e solenni tavoloni monumentali di grande valore formale, con base ad anfora o a vaso e zampe leonine. I modelli di tale genere sono veramente numerosi, splendido – fra tutti – quello fiorentino, cinquecentesco, di Palazzo Davanzati a Firenze, dai sostegni scolpiti con creature grottesche, simili a sfingi che già denotano l’influsso del Manierismo. Numerose le tipologie dei modelli più essenziali, dal tavolo da centro che nel Cinquecento si rinnova con le bandelle che ne trasformano la struttura, da rettangolare a ovale, al tavolo da scrittura, con supporto a colonna.

tavolo_rinascimento.jpg

Armadi e porte.

un armadio rinascimentale - glossario.jpg

Gli armadi – prima rari o di uso liturgico – si diffondono anch’essi con il Cinquecento e finiscono con il somigliare a veri e propri edifici monumentali di ridotte proporzioni; ma il Rinascimento applica lo stile monumentale anche ad altri generi di oggetti come, per esempio, le porte. Splendida quella che chiudeva l’ingresso del castello di Lagnasco (Cuneo), oggi al Museo Civico di Torino, datata verso il 1565 e fiorita di grottesche, figure femminili, teste, mostri, girali di acanto. Con queste porte chiudiamo idealmente l’era del Rinascimento: la loro ricchezza decorativa segnala infatti una precisa evoluzione del gusto che si va orientando verso una maggiore ricercatezza e fa già presagire la grandiosità e la ricchezza delle invenzioni barocche.

porta rinascimentale.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

Di Arabella Cifani e Franco Monetti

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